È la norma europea che ha uniformato per la prima volta la definizione di "integratore alimentare" in tutti i paesi UE: un prodotto alimentare destinato a integrare la dieta normale, fonte concentrata di sostanze nutritive (vitamine, minerali) o di altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico, venduto in forme dosate come capsule, compresse, bustine, fiale o simili.
Regolamento che riunisce in un unico testo le regole su formule per lattanti e di proseguimento, alimenti a base di cereali e altri alimenti per la prima infanzia. Ha sostituito diverse direttive precedenti, uniformando i requisiti su tutto il mercato europeo.
Disciplina i cosiddetti AFMS: alimenti elaborati appositamente per la gestione dietetica di pazienti, da usare sotto controllo medico, destinati a chi ha una capacità limitata o alterata di assumere, digerire o metabolizzare gli alimenti comuni.
Stessa cornice normativa della Classe II e III (il regolamento 609/2013 copre tutte e tre le categorie in un unico testo): qui si parla di sostituti dell'intera razione alimentare giornaliera, cioè prodotti pensati per sostituire completamente uno o più pasti nell'ambito di un percorso di controllo del peso.
Regola l'aggiunta volontaria di vitamine, minerali e altre sostanze specifiche ad alimenti "normali" (bevande, prodotti da forno, latte, ecc.), con l'obiettivo di armonizzare le regole nel mercato interno UE e garantire un livello elevato di tutela dei consumatori.
Fino al 2016 esisteva una direttiva europea specifica per gli "alimenti destinati agli sportivi", poi abrogata: oggi questi prodotti rientrano formalmente nella categoria generale degli integratori alimentari (Classe I, Dir. 2002/46/CE).
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